Educare con gentilezza: gentil mamma e papà – gentil bambino

La gentilezza è un atteggiamento mentale. Si tratta di instillare nel bambino alcuni principi basilari di comportamento come autentica espressione di attenzione nei confronti dell’altro. Un’etica delle piccole cose e di gesti semplici ma significativi.

 Per diventare un gentilbambino si ha bisogno di esempi. Se un papà ha l’abitudine di insultare gli altri automobilisti quando è al volante, è molto probabile che il suo bambino prenda l’abitudine di insultare gli altri bambini. Se una mamma è un’urlatrice, è facile che la sua bambina diventi un’urlatrice.

Oggigiorno la società è permeata di individualismo e voglia di autoaffermazione Del resto dalla metà degli anni 90, la tv spazzatura non ha certo aiutato: chi urlava di più aveva più audience. L’arroganza è il modello a cui ci hanno abituati, lasciandoci orfani della cortesia.

Cos’è la gentilezza? Si esprime in molti modi, ma possiamo vederla come una manifestazione di rispetto e attenzione per gli altri, capace di contrastare il degrado nei rapporti umani. La gentilezza fa stare bene gli altri. E soddisfa anche chi la attua.

Chi è cortese tende a comprendere meglio gli altri, rispettandone i desideri e la posizione.

Bisogna sempre ricordare  che le parole e il modo in cui le parole vengono dette hanno effetti profondi su chi le ascolta. Usando contenuti e toni gentili, è possibile ottenere di più.

Essere gentili non è obbligatorio, ma permette di stabilire un clima migliore, in quanto il suo nucleo centrale è far star bene l’altro.

E i bambini?

Si accorgono che, se orientano il discorso verso la cooperazione con l’adulto, usando toni gentili, solitamente ottengono molto di più. Ed è basilare che i bambini si abituino a tenere in considerazione chi sta con loro: solo in questo modo costruiranno una personalità socievole.

E non pensiate che la cortesia sia compresa solo dai bambini “grandi”: se è vero che in un role play con bambini di 8 anni, quasi l’85% di loro è in grado di esprimere richieste cortesi, la cortesia può essere espressa già a 15 mesi.

La cortesia, quindi, è parte della personalità di ogni individuo, ma si può acquisire.

A quattro anni i bambini già dimostrano di preferire e scegliere – se viene loro proposta – l’opzione gentilezza. E quindi crescendo con persone gentili, possono apprendere a porsi in maniera cortese. Ma ricordiamo: se chi li protegge, li ama ed è il loro punto di riferimento si comporta in modo scortese, i bambini non potranno che seguire l’esempio e comportarsi allo stesso modo.

E non dimentichiamo che la cortesia è una via per usare l’intelligenza: dimostra di capire il mondo e le situazioni. Quindi aiutare un bimbo a crescere in un ambiente gentile, gli fornirà un bagaglio di cortesia di cui potrà certamente fare buon uso nella vita.

E, forse, garantirgli un mondo più piacevole in cui vivere.

Amate e rispettate i bambini: l’infanzia dura poco e non va sprecata; evitate premi e punizioni, del tutto inutili, ma rispettate i piccoli, spiegategli con gentilezza come ci si comporta e ricordate: prima o poi tutti imparano. Ecco alcuni dei pensieri del pediatra spagnolo Carlos Gonzàles, tratti dal suo libro “Genitori e figli insieme”.

    

Desideri conoscere meglio questo approccio?

Si organizzano percorsi genitori su’ “Educare con gentilezza” tenuti da psicologi psicoterapeuti.

Prossimo incontro giovedì 11/2/2016 ad Albenga. Informazioni al 333/8564892

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