Bambini liberi, bambini sicuri

La pedagogia di Maria Montessori si basa sull’assunto che l’autodisciplina può nascere solo dalla libertà. Per lei, la scuola non è uno spazio esclusivo per maestri e professori che trasmettono conoscenza in maniera direttiva: la Montessori sosteneva che il bambino dovesse sviluppare le sue capacità liberamente, partendo da un materiale didattico ben preciso.

Le aule accoglievano alunni di diversa età; lì, i bambini erano liberi di scegliere il materiale con cui lavorare e ampliavano le loro abilità in modo più autonomo. Erano loro a decidere la loro velocità di apprendimento a seconda delle loro caratteristiche, attorniati da un contesto meno rigido, in cui le lavagne avevano meno importanza e il libero movimento nell’aula di più.

Oggigiorno, questo metodo, in cui la libertà di apprendimento e la responsabilità dell’alunno durante il suo processo di acquisizione di contenuti vengono enfatizzate, non viene utilizzato nella maggior parte dei centri di insegnamento.

L’istruzione tradizionale è invece improntata principalmente su una didattica  che trasmette il sapere, non lo genera.

Vorrei però sollevare una riflessione sui modelli di insegnamento. In che modo i docenti sviluppano il pensiero critico degli studenti? Come si apprende a scuola e nelle università? Il modello tradizionale di insegnamento prevede un docente che “sa” e tanti studenti che “non sanno” e quindi appaiono come vasi vuoti che devono essere riempiti con un travaso di conoscenza. L’immagine che ne deriva è quella di un apprendimento di tipo passivo. Qual è infatti lo sforzo di un vaso che si riempie di acqua? Cosa occorre fare mandare a buon fine l’operazione? L’unica cosa che conta è che il vaso non abbia crepe che facciano fuoriuscire il liquido. Per il resto l’obiettivo di riempire il contenitore viene raggiunto grazie all’azione di chi versa l’acqua.

Nello stesso modo, nelle scuole e anche nelle università, l’insegnante riversa la propria conoscenza sugli studenti e l’apprendimento viene considerato come una graduale rimozione dell’ignoranza. Se questo è ciò che accade a tutti i livelli dell’educazione scolastica, come sorprenderci se il pensiero critico degli studenti non si sviluppa?

Per cambiare le cose occorre rovesciare il tradizionale modello didattico: dalla trasmissione alla generazione del sapere. Il pensiero critico si sviluppa quando lo studente diventa un costruttore, non solo un fruitore passivo, di conoscenza. Quando non si limita ad accogliere il sapere, ma lo elabora e rielabora continuamente.

Il docente deve quindi abbandonare l’idea di “chi sa che trasmette a chi non sa” e trasformarsi in un ricercatore di conoscenza che elabora il sapere insieme agli studenti e stimola socraticamente a riflettere e a pensare criticamente. Ne risulterebbe uno sviluppo delle capacità di pensiero degli studenti ma anche un forte arricchimento del ruolo e delle competenze del docente.

L’appoggio, l’orientamento e l’attenzione dei genitori sono comunque fondamentali per educare bambini felici oggi, e adulti autonomi.

Se un bambino sta svolgendo un compito e fa cadere tutto a terra, il genitore è portato a dire “guarda che hai combinato! Lascia, ora faccio io” Quel “lascia ora faccio io“, può penalizzare moltissimo l’autostima nascente del bambino.

Evitate di fare le cose al posto di vostro figlio e se sbaglia spiegategli come porre rimedio!

E’ durante l’infanzia che si struttura la personalità e, in questo periodo, il bambino non ha idea di “chi è” quindi si limita a essere come voi lo fate sentire. Il bambino è il riflesso delle emozioni che voi innescate in lui.

Alcune indicazione di base che estrapoliamo dal pensiero montessoriano, possono orientare il genitore in questo compito.

  • Ricordate sempre che i bambini imparano da tutto ciò che li circonda. Siate il migliore esempio per loro.
  • Se criticate molto i vostri figli, la prima cosa che impareranno sarà giudicare.
  • Se li elogiate regolarmente, impareranno a dare valore alle cose.
  • Se mostrate loro ostilità, impareranno a litigare.
  • Se li ridicolizzate frequentemente, saranno timidi.
  • Aiutate i vostri figli affinché crescano sicuri di sé stessi in ogni istante, solo così potranno imparare a fidarsi degli altri.
  • Se li sottovalutate, svilupperanno un sentimento negativo di colpevolezza.
  • Fate loro capire che le loro idee ed opinioni sono sempre ben accette, in questo modo si sentiranno bene con sé stessi.
  • Se vivono in un ambiente in cui si sentono curati, integrati, amati e necessari, impareranno a trovare l’amore nel mondo.
  • Non parlate male dei vostri figli quando sono vicino a voi, e neanche quando non lo sono.
  • Concentratevi sulla loro crescita e il loro sviluppo, affinché avvengano in maniera ottimale; date sempre valore alle cose positive dei vostri figli affinché non rimanga spazio per le cose negative.
  • Ascoltateli sempre e rispondete loro quando vi si avvicinano con una domanda o un commento.
  • Rispettateli nonostante abbiano commesso un errore.Correggeranno i loro sbagli più in là nel tempo.
  • Dovete essere disposti ad aiutare i vostri figli se hanno bisogno di qualcosa, ma dovete anche essere capaci di lasciare che trovino le cose da soli.
  • Quando vi rivolgete a loro, fatelo sempre nel migliore dei modi.Offrite loro il meglio di voi.

“Quando un bambino si sente sicuro di sé stesso, smette di cercare costantemente l’approvazione degli adulti” – Maria Montessori

“Colui il quale nell’educare cerca di suscitare un interesse che porti a svolgere un’azione e a seguirla con tutta l’energia, con entusiasmo costruttivo, ha svegliato l’uomo” – Maria Montessori

 “Non inducete i ragazzi ad apprendere con la violenza e la severità, ma guidateli invece per mezzo di ciò che li diverte, affinché possano meglio scoprire l’inclinazione del loro animo”-  Platone nel libro VII della Repubblica

Se desideri approfondire l’approccio montessoriano a maggio 2017 corso di formazione Montessori sede a Loano (SV)

 

Homeschooling. Scuola paterna o parentale: di cosa si tratta?

Homeschooling significa che i genitori si impegnano a dar sostegno all’apprendimento del bambino in famiglia, senza l’ausilio di strutture scolastiche pubbliche o private, con la gestione autonoma da parte dei genitori dell’istruzione dei propri figli, in armonia con i propri specifici valori etico/culturali e con i bisogni, interessi e capacità particolari del bambino.

Continua a leggere

Le menti italiane perse nella scuola

Quando penso a certe menti italiane che hanno detto, fatto, pensato e promosso tanto per la scuola e per i bambini, mi chiedo se oggi la scuola è com’è a causa di un non spiegato tarlo di ottusità o un malvagio progetto autodistruttivo di cui non ne comprendo l’origine. Se in Italia abbiamo meno di 200 scuole ad approccio montessoriano e in Germania più di 1000 e negli Usa 4500, forse ci è sfuggito qualcosa. Continua a leggere

Educare con gentilezza